critici

La caduta dell’impero americano (2018) di Denys Arcand

La caduta dell'impero americano

“È gratificante che un regista abbia esposto la sua visione della decadenza occidentale cercando di lasciarci con il sorriso sulle labbra”

Da Denys Arcand abbiamo avuto notizie attraverso quel film memorabile chiamato Il declino dell’impero americano, 1986. Più tardi, circa 15 anni fa, ha pubblicato un sequel chiamato Le invasioni barbariche. Questi due film, insieme a Il regno della bellezza io L’età dell’ignoranza, Si trova nel catalogo Filmin. Ebbene, nel 2019 Denys Arcand ci regala un altro sequel, questa volta dal nome di La caduta dell’impero americano.

C’è un elemento comune in questi film di Denys Arcand: la critica corrosiva dello stile di vita occidentale in declino. quando abbiamo visto Il declino dell’impero americano abbiamo pensato che fosse un’audacia insolita. Ma ora, invece, poiché sono stati rilasciati così tanti film volti a capovolgere il sistema, il concorrente cinematografico di Denys Arcand lascia solo un sorriso sul volto dello spettatore. Sto parlando, per fare qualche esempio, di Margine Call, riflettore, La grande scommessa, E altri film, come quelli di Michael Moore, o quelli tratti da alcuni libri di Naomi Klein. Anche con gli orrori con cui abbiamo fatto colazione, soprattutto da quando è scoppiata la crisi finanziaria, è sempre gratificante per un regista esporci alla sua visione della decadenza occidentale cercando di lasciarci con il sorriso sulle labbra. Ed è esattamente ciò che fa Denys Arcand.

Il risultato è un film critico, bello, bello da vedere… e poco altro, che è tanto.

In caso di La caduta dell’impero americano, Denys Arcand continua la sua particolare crociata, nella quale siamo tutti d’accordo, ampliando l’elenco delle nostre contraddizioni, così tipiche del decadimento sistemico che viviamo. Ed è come tale, che ci offre una sfilata di tutta la meschinità che ospita il nostro pensiero quotidiano. In questo caso, Denys Arcand ha messo davanti ai nostri occhi un gruppo di personaggi che incarnano tutti i cliché. Diventa difficile vedere un altro film in cui vengono esposti senza vergogna, ma con affetto, tante contraddizioni, contraddizioni di queste che non si percepisce nella sua reale portata, salvo che qualcuno le metta in scena.

Davvero Denys Arcand è un maestro della percezione di questi dettagli, che acquistano dimensione davanti alla lente d’ingrandimento che l’illustre regista ci fornisce. Il risultato è un’esibizione di situazioni, tutte comandate dal protagonista di La caduta dell’impero americano. È un uomo sulla quarantina, filosofo di formazione, anche se lavoratore salariato, che cerca di percepire il decadimento dal suo punto di vista. Non è che ci stia provando, è che l’ha trovata senza averla chiamata. Ma non credete che nel film il nostro maestro ci dia lezioni, che cos’è, piuttosto è a lui che la vita metterà in successive brecce, perché da qui si vede che è un miracolo che il sistema si fermi. Il risultato è un film critico, bello, bello da vedere… e poco altro, che è tanto.


Sinossi Pierre-Paul, dottore in filosofia, è costretto a lavorare come fattorino. Mentre consegna un pacco, incontra la scena di una rapina a mano armata e trova due borse sportive piene di biglietti.
nazione Canada
direzione Denys Arcand
sceneggiatura Denys Arcand
Fotografia van Royko
cast Alexandre Landry, Maripier Morin, Rémy Girard, Louis Morissette, Maxim Roy, Pierre Curzi, Vincent Leclerc, Yan England, Claude Legault
genere commedia
durata 128 minuti
Titolo originale Lo scatto dell’impero americano
prima 2019.03.29

También te puede interesar

bhcso
bhcso

Deja una respuesta

Tu dirección de correo electrónico no será publicada.

Ir arriba