critici

Daggers for the back (2019): Intelligent living Cluedo

Il regista gioca, come un prestigiatore birichino, con attori carismatici e un puzzle di trama avvolgente cosparso di umorismo nero.


I referenti di Pugnali per la schiena

Pugnali per la schiena (Knives Out, 2019) È un divertente e preciso omaggio alla suspense e al cinema poliziesco nella sua parte più britannica, in particolare lo stile letterario che rese popolare Agatha Christie.

Una rete di ragnatele con più fronti aperti, dialoghi d’acciaio come coltelli, intelligenza (molto scarsa nel cinema di oggi) e un leggero macguffin: una delle protagoniste (Ana d’Armes: Marta) vomita quando mente.

L’ombra allungata di Hitchcock aleggia senza dubbio anche su questo intrigo da salone in tre atti.

Ci sono molte fonti da cui attinge il film di Rian Johnson (Gli ultimi Jedi, Looper, Brick), Dal fallimento Il gioco del sospetto (Cluedo), Passant per la mankiewicziana l’impronta. Per non parlare di un ottimo poliziotto: Un cadavere per dessert. In questo soggiorno in tre atti l’intrigo sorvola senza dubbio anche l’ombra allungata di Hitchcock. Ci troviamo di fronte ad un intrigo della telecamera che sta posizionando i pezzi del puzzle, utilizzando, con misura e intelligenza, il flashback. Il superbo montaggio stampa un ritmo divertente, ravvivato dai colpi di scena che si inseriranno nell’epilogo in modo fluido e credibile.

L’umorismo acido e questo tono satirico della commedia Ealing, permettono alla trama di avanzare, pizzicando lo spettatore, per non parlare delle sue piccole dosi di critica sociale.


il cast

L’architettura si basa sulle enormi interpretazioni di attori per i quali i personaggi si sentono come un guanto.

Christopher Plummer è uno di quei geni che l’aspetto sullo schermo giustifica la sequenza stessa. La sua sobrietà e saggezza scenica, conferiscono al personaggio un fascino intenso, condito da un senso dell’umorismo abbastanza britannico.

Il recupero di Don Johnson, Già lontano dal suo detective Sonny Crockett (Miami vice), È un racconto di contenimento sedimentato ed esperienza.

Il canonico detective Benoit Blanc, con chiari riferimenti letterari, è uno dei più dolci del film. Daniel Craig spreca saper essere, mischiandosi a quel cinismo britannico che sembra segnare la casa.

Si innamora di Ana d’Armes, che sostiene l’intero nucleo della narrazione con eleganza e sorprendente sicurezza.

Il regista gioca con dei primi piani molto ravvicinati, con contro-inquadrature e catene che rendono leggeri gli interrogatori ripetitivi in ​​cui è sveglio; in modo magistrale; le varie personalità dei soggetti coinvolti. Ad un certo punto del film, quando Marta (l’eccellente Ana d’Armes) arriva a casa, la televisione rende omaggio (il cinema nel cinema) alla serie È stato scritto un crimine, Interpretato dalla grande attrice Angela Lansbury. “La mia casa, le mie regole, il mio caffè “, È l’iscrizione che appare sulla tazza, che inizia ed epilogo il film. È solo un avvertimento. Rian Johnson gioca secondo le sue regole, si mostra padrone del twist, con un eclettismo arricchente e postmoderno. Come un gioco di matrioske, la narrazione spoglia i vari strati della narrazione, gli infiniti colpi di scena, seminati con intelligente umorismo e dando una revisione della società odierna e del suo emergere.

La villa costituisce un personaggio in sé. Un micro-universo alla massima gloria del romanziere (Plummer) che ricrea ciascuno dei crimini. Una marea eterogenea di automi che rendono omaggio The Footprint (Sleuth.1972), oppure in pochi istanti rievoca la sala dei manichini di Blade Runner, Finestre false e figure inquietanti. Il gioco con l’inquadratura passa da questi primi piani; che supporta superbamente Daniel Craig (sublimando, salvando la caricatura), la naturalezza di Ana d’Armes o l’iconico Jamie Lee Curtis; alle composizioni eterogenee in cui l’inquadratura supporta gran parte dei personaggi. Come metafora di un tessuto familiare di molteplici interessi comuni.

sorprendente Chris Evans, Redento dal suo costume in lycra di Capitan America. E lei si innamora Ana d’Armes, I primi piani non hanno quasi bisogno di dialoghi, il che supporta l’intero nucleo della narrazione con eleganza e sorprendente sicurezza.


Uno dei film del 2019

Rian Johnson è sfuggito all’elemento canonico e alla schiavitù del codice inalterabile, per creare un prodotto hooligan, con dialoghi ingegnosi con una scherma verbale notevole.

La trama è costantemente destrutturata al volo, dando agilità allo sviluppo, con una vocazione all’omaggio, ma piantata con le sue mode quando si tratta di curare il cast corale per non trasformarlo in un “whodunit“In uso, nonostante il ciuffo di stereotipi. La qualità interpretativa degli attori dà un primer ironico e divertente alle fonti letterarie di cartone.

Non solo è uno dei migliori film polizieschi del 2019, è uno dei migliori film. Asciutto.

La sovversione come estetica lo porta a prendere una svolta inaspettata, con una prima rivelazione. Sotto il mantello poliziesco e satirico si nasconde un discorso incisivo di fronte alla politica sociale statunitense. Dall’affrontare l’immigrazione, all’ascesa delle ideologie totalitarie o della coscienza di classe. Le avventure di questa fragorosa famiglia, trasformate in montagne russe, divertono, divertono e lasciano il profumo del buon cinema. Che non è un’impresa da poco. Sostenuto da tali presenze superbe come Tony Collette (Il matrimonio di Muriel, il sesto senso, nei suoi panni), Chi fa da influencer o la giovane (e soggiogante presenza) della giovane Katherine Langford (Con affetto Simon, per tredici ragioni).

La villa è un altro personaggio, con le sue scale nitide, decorazioni bizzarre, animali sezionati e maschere. Ma soprattutto, questo eccellente tributo a Game of Thrones; che dà il titolo al film. Il trono, circondato da coltelli, che è l’origine e l’epilogo del dramma. Lo spettatore potrà anche giocare con i titoli delle opere dello scrittore (Plummer): Vulcan’s Den, The Badger, Nick of Time, Ultimatum, This Little Piggy.

L’abilità del regista parte dall’interrogatorio, dove non vediamo solo la visione che ogni personaggio ha di se stesso. Presenta anche la visione che ciascuno ha degli altri. Il regista suona; come un cattivo prestigiatore; con attori carismatici e un puzzle di trama avvolgente, cosparso di umorismo nero. Non è solo uno dei migliori film polizieschi dell’anno, è uno dei migliori film. Asciutto. Un argomento che sarebbe stato volentieri firmato da Christopher Plummer, il romanziere poliziesco Harlan Thrombey O forse l’ha fatto? Mai un buco di ciambella e una tazza di caffè hanno dato così tanto di se stessi.


Profilo del film

nazione stati Uniti
direzione Rian Johnson
script Rian Johnson
musica Nathan Johnson
Fotografia Steve Yedlin
cast Daniel Craig, Ana d’Armes, Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Toni Collette, Don Johnson, Michael Shannon, Christopher Plummer
genere intrighi
durata 130 min.
Titolo originale Coltelli fuori


trailer

También te puede interesar

bhcso
bhcso

Deja una respuesta

Tu dirección de correo electrónico no será publicada. Los campos obligatorios están marcados con *

Ir arriba