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Central Park – Stagione 2 (2021) Recensione: Un fantastico show Apple TV+ che non scappa dagli esperimenti

Ci sono serie che sanno arrivare in un momento assolutamente perfetto. Nel momento peggiore della pandemia, quando non c’era luce, Apple TV+ ha pubblicato ‘Central Park’, commedia animata musicale che è stata un vero balsamo, Divertente e rivitalizzante che ci siamo innamorati con i loro numeri musicali e le grandi avventure di Tillerman.

Poco più di un anno dopo troviamo la premiere (dei primi tre episodi, ma sono riuscito a vederne cinque) della stagione 2 e una delle curiosità che ho avuto è se la magia si sarebbe ripetuta in un’epoca che ci cattura molto meglio in ogni senso. Il verdetto è strano, perché la serie è ancora fantastica ma ora si adatta diversamente al 2020. O almeno questa è stata la mia percezione.

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Già dal numero inaugurale, l’opening se così vogliamo chiamarlo, presentando il parco dei nostri amori, il trio creativo formato da Josh Gad, Loren Bouchard e Noah Smith non danno tregua riportandoci alla famiglia Tillerman, Bitsy, Helen e Birdie e alle loro avventure con un vibrante senso dello spettacolo.

dramma insopportabile

Forse parte della differenza tra la stagione 1 e la stagione 2 di “Central Park” è proprio in dramma più grande, atterraggio più grande (O ricerca della profondità) in cui si muovono i protagonisti. La commedia è ancora qui, ovviamente, ma sia i numeri musicali che il resto delle scene denotano le debolezze e i conflitti con cui vivono questi personaggi.

Un chiaro esempio è il potente episodio 3. Toda un grande campione metatestuale in cui lo stile animato della serie cambia per adattarsi al mondo dei cartoni animati di Molly e del suo alter ego fittizio, e supereroico, fista Puffs. Sembra quasi di guardare “questi episodi” di “Bojack Horseman” con la ricerca di se stessa che affronta la giovane Tillerman (al quale presta la sua voce Emmy Raver-Lampman dopo la partenza di Kristen Bell).

Musicalmente parlando, la serie sembra più libera di esplorare altri stili, Muoversi in tutto lo spettro offerto dall’arte per poter esprimere, in modo brillante, personaggi anche meno rigidi nei loro ruoli. Molly, tornando un po’ da lei, è un chiaro esempio non solo per questo cambio di voce ma perché sembra meno ancorata a un certo archetipo di ragazza insicura.

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Il fatto che siamo di fronte a una commedia animata così corale è altrettanto restrittivo quando si tratta di esplorare ulteriormente i personaggi e la loro psiche come una tela bianca per la creatività. E in questo senso il team creativo nel suo insieme (arte, sceneggiatura, parolieri e compositori) sembra tutto sincronizzato per elevare artisticamente la serie.

Mentre questo significa sacrificare quale trama conduce di più la serie, la stagione 2 di “Central Park” sa molto bene come gestire i suoi ritmi, portandoci dove vuole con alcuni episodi fantasiosi, pieni di divertimento e grandi performance.

Se la stagione 1 della serie è arrivata come una tregua straordinariamente grata, in questi nuovi episodi non si adattano a ciò che abbiamo già visto e il menu che offrono è eccellente.

Ciao - Sono Antonella, Renovator e Blogger in missione per trasformare la nostra casa in una casa. Sette anni fa non sapevo cosa fare e non sapevo cosa fare, ma da allora ho imparato a costruire, a piastrellare, a fare l'idraulico e molto altro ancora. Questo è il mio piccolo posto sul web dove condivido tutto quello che ho imparato, così anche voi potete imparare.

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Antonella Pirelli
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