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Audiard ritrae in ‘Les Olympiades’ la nuova Parigi in bianco e nero, ‘La storia di mia moglie’ è un avvincente dramma romantico di Enyedi

Parliamo ora di due dei film che sembrano essere passati ingiustamente inosservati nella loro sfilata sulla Croisette, per essere di queste opere silenziose, ma che contribuiscono ancora una volta ad alzare l’asticella di una Sezione Ufficiale più che degna. Due delle opere più tonde proiettate sul rettilineo finale di Cannes e nel bel mezzo di una valanga di anteprime imperdibili, che nulla tolgono alla band dei suoi colleghi concorrenti.

Ci riferiamo al grande dramma in costume “La storia di mia moglie” di Ildikó Enyedi (“On Body and Soul”, Orso d’Oro alla Berlinale 2017) e la novità del cineasta francese Jacques Audiard, “Le Olimpiadi” o se è il titolo internazionale ‘Paris, 13th District’, che ora ci porta a spasso per la Parigi del nostro tempo.

‘Les Olympiades’ (‘Parigi, 13° distretto’)

Si parla poco di un altro film di Cannes, anche se non è carne di palma. Di Jacques Audiard, che firma un western in inglese che un’ode in bianco e nero alla Parigi dei giorni nostri, Il francese ora compete con un altro fantastico film che non toglie nulla a nessuno dei titoli più famosi di questa edizione.

Nello stesso bianco e nero che ritraeva la Parigi esplosiva degli anni ’60, Audiard ora rivisita i giovani del nostro tempo in una metropoli totalmente diversa e irriconoscibile, ugualmente bella. Su una sceneggiatura assolutamente rotonda co-scritta, tra gli altri, con il magnifico Celine Sciamma, Audiard reinventa lo sguardo sulla città dell’amore, abbracciando il cambio di passaggio generazionale e trasformandolo in una lettera d’amore alla nuova gioventù francese.

Con Lucie Zhang, Makita Samba, Noémie Merlant e Jehnny Beth, che formano un cast corale davvero carismatico, Il regista francese affronta parte del multiculturalismo che forma l’odierna società parigina in una sorta di storia di vite incrociate nel contesto di una città moderna e sofisticata.

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partendo da sfondi diversi, tutti con le loro storie di vita e il loro passato, che non dobbiamo necessariamente vedere per capirli, i personaggi di Audiard si incontrano e si riconnettono in la solitudine dell’individualità della grande città, Come parte della sua ricerca sul tempo della libertà di scelta e della transitorietà.

Accompagnato da una colonna sonora molto potente e da una fotografia che lascia immagini indimenticabili, ‘Les Olympiades’ è una proposta ben fatta e molto godibile, che si pone come campione di un’epoca e testimone del nostro tempo.

“La storia di mia moglie”

L’ennesima interpretazione di Léa Seydoux che, con nostra confusione, recita praticamente nella Sezione Ufficiale di quest’anno (“Francia”, “Tromperie”, “Il Dispaccio francese”), questa volta in un grande dramma in costume con quasi tre ore di tragedia. , che gli dà la sua migliore interpretazione . Ipnotico e accattivante.

Basato su un romanzo omonimo del 1942 dello scrittore ungherese Milà Fust, Il capitano di una nave (l’olandese Gijs Naber) giura di sposare la prima ragazza che entrerà dalla porta (Seydoux), per il suo futuro tormento. L’amore istantaneo finisce per diventare disperazione, gelosia e ansia, Dal momento in cui un giovane spensierato con una buona famiglia (Louis Garrel) incrocia le loro vite.

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Diviso in sette capitoli e partendo da un inizio molto potente che abbaglia con la sua messa in scena, ‘La storia di mia moglie’ si perde alla deriva nei suoi capitoli centrali, forse troppo drammatici e ripetitivi, per tornare nel suo tratto finale, lasciando un equilibrato e set molto pittorico, che offrendo il meglio che puoi aspettarti da questo tipo di storia.

Un grande dramma colpito che, in gara per La Palma e salvando molte distanze, fa inevitabilmente pensare a Jane Campion, unica donna a vincere il Gran Premio di Cannes nel 1993. Forse una delle proposte meno azzardate di questa edizione e allo stesso tempo una opzione di consenso.

Ciao - Sono Antonella, Renovator e Blogger in missione per trasformare la nostra casa in una casa. Sette anni fa non sapevo cosa fare e non sapevo cosa fare, ma da allora ho imparato a costruire, a piastrellare, a fare l'idraulico e molto altro ancora. Questo è il mio piccolo posto sul web dove condivido tutto quello che ho imparato, così anche voi potete imparare.

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Antonella Pirelli
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